Addio a Gaetano Gozzi, storica icona del Mezzolara Calcio

Se n’è andato ieri, in una mattina di sole, Gaetano Gozzi, storica icona del Mezzolara Calcio e dello sport budriese in generale. Se l’è portato via il Covid, o meglio le conseguenze devastanti di un virus che aveva minato il suo organismo già compromesso da importanti patologie.

Era una persona estremamente cordiale e solare, sempre pronto alla battuta e al sorriso. A ricordarlo è Roberto Mazzanti, Direttore Generale della squadra bianco-azzurra.

«A Gaetano Gozzi non si poteva che volere bene. Oltre che una passione smisurata per il calcio, essendo mezzolarese, aveva una grande amore per la sua squadra e da circa quindici anni ne aveva preso parte come massofisioterapista, come gli piaceva definirsi. Era un modo per sottolineare la serietà con la quale – da volontario    si teneva continuamente aggiornato con le nuove di tecniche di massaggio manuale per dare il massimo ai ragazzi del Mezzolara. Per noi era il massaggiatore e molto altro, perché all’interno della società si faceva in quattro per tutto e per tutti».

Del resto, dopo essere andato in pensione come infermiere, la squadra del Mezzolara era la sua vita e anche adesso, con tutte le difficoltà della pandemia, continuava a seguire i ragazzi perché il campionato doveva andare avanti.

«E, nonostante le grandi difficoltà, eravamo anche partiti bene… – spiega amareggiato Mazzanti – seguivamo un protocollo stringente e a carico della società, con visite periodiche e tamponi ogni settimana ai giocatori. Purtroppo il protocollo non è stato sufficiente a impedire il focolaio epidemico che quarantacinque giorni fa ha coinvolto dieci giocatori oltre a Gaetano, e per il quale purtroppo è stato fatale. I ragazzi sono guariti in pochi giorni, mentre Gaetano ha avuto alcune complicazioni…  sembrava le avesse superate,  ma negli ultimi giorni ha avuto un tracollo e non ce l’ha fatta».

«Fonte inesauribile di aneddoti più o meno romanzati – ricorda Mazzanti    per raggiungere il punto più alto della sua carriera sognava di diventare il massaggiatore ufficiale della squadra italiana di ciclocross alle Olimpiadi di Seul. È morto da solo Gaetano – racconta Mazzanti –  oggi funziona così; ma ci piace pensare che ovunque sia adesso, un lettino per i massaggi non potrà mancare. Ciao Gaetano, sarai sempre il nostro massofisioterapista».

I dirigenti della società, il mister Romulo Eugenio Togni  e i giocatori della squadra bianco-azzurra si stringono attorno al dolore della famiglia.

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