Giornata della Memoria: 81 anni dopo Auschwitz

In occasione della Giornata della Memoria, il 29 gennaio 2026, a 81 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, il Lions Club Budrio ETS ha rinnovato il proprio impegno nel custodire e trasmettere la memoria. In collaborazione con la Direzione dell’Istituto Comprensivo e con il coordinamento della docente Silvia Di Cristina, l’iniziativa ha coinvolto 85 studenti delle scuole medie e i loro insegnanti in una mattinata intensa, capace di intrecciare storia, emozione e responsabilità civile.

A riempire l’aula non sono state solo le parole, ma le immagini e le voci. Gli studenti hanno ascoltato letture di saggi scritti da coetanei che hanno visitato i lager, insieme ai racconti di reduci dei campi di sterminio. Testimonianze che hanno restituito umanità ai numeri, volti alle statistiche, tremore alle pagine dei libri.

Accanto all’evento, il Club ha scelto un simbolo destinato a restare: l’opera di Giuseppina Clemente, assunta come immagine ufficiale del Giorno della Memoria. Un abbraccio profondo, carico di dignità, che – come scrive l’artista – ricorda “il valore infinito della vita” e l’urgenza di non dimenticare. In quel vento che scompiglia i capelli si può leggere una speranza: quasi che ripulisca il cielo dalla polvere dei forni crematori, restituendo luce dove c’era cenere.

Particolarmente toccanti le testimonianze dei figli di internati. Carlo, visibilmente emozionato, ha raccontato il ritorno del padre: 35 chili di peso, dieci anni di ospedale per tornare uomo, perché “uomo non era più”. Parole che hanno attraversato la sala nel silenzio assoluto. Analoga la storia ricordata da Marco Mastacchi, anche lui figlio di un sopravvissuto rientrato scheletrito. Racconti che hanno fatto vibrare non solo i testimoni diretti, ma anche i ragazzi, chiamati a raccogliere un’eredità morale.

Determinante anche la proiezione fotografica curata da Carlo Pagani, con immagini in gran parte di origine nazista: documenti storici che hanno suscitato un’attenzione sgomenta, composta, partecipe.

Nel suo intervento conclusivo, il presidente del Lions Club ha richiamato due parole simbolo del 2025: “rispetto” e “speranza”. Il rispetto, ha ricordato, è la radice della pace; la speranza è la capacità di pensare al bene quando tutto sembra perduto. Ha poi sottolineato come la prima lettera di LIONS richiami la libertà: non solo un ideale dell’associazione, ma un diritto universale che chiede impegno quotidiano.

Presenti all’iniziativa anche le istituzioni scolastiche, con il dirigente Giuseppe Raimondo, in una sala gremita e attenta.

Il Lions Club Budrio ETS ha confermato che continuerà, negli anni a venire, a coltivare la memoria. Perché, come ammoniva George Santayana, “Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”. E in quella memoria condivisa, affidata ai giovani, c’è la promessa che il ricordo non resti rito, ma diventi coscienza viva.

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