Litigare fa bene (se si fa nel modo giusto)

Ogni volta che un bambino si confronta con altri e con il gruppo dei pari capita, sovente, che nascano conflitti e litigi. Strappare di mano un oggetto, escludere un compagno dal gioco o darsi una spinta sono comportamenti istintuali che possono avvenire nell’età infantile. Almeno fino a 6 anni, i bambini non hanno tendenze lesive verso i coetanei e non è presente «intenzionalità» di fare male. Relazionandosi all’altro anche con questo modo i bambini imparano a conoscere il mondo e sé stessi e le conseguenze delle loro azioni su di se. Per gli adulti che si prendono cura dei bambini è difficile resistere alla tentazione di intervenire cercando di riportare la calma. Se un adulto però interviene, ciò può complicare la situazione o pregiudicare il buon esito della disputa, lasciando il bambino non totalmente soddisfatto dell’intervento dell’adulto.

Daniele Novara, pedagogista, formatore e fondatore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti suggerisce che «Non serve correggere, o dare la soluzione “giusta”: i bambini subiscono l’intervento degli adulti, perdendo le loro naturali capacità di autoregolazione».

Se i bambini imparano a litigare bene, il momento del conflitto diventerà una buona occasione di accrescimento reciproco ed una preziosa opportunità di evoluzione individuale. Il compito dell’adulto è quello di imparare a sostenere il bambino nel litigare bene non intervenendo imponendo una soluzione o volendo cercare il colpevole ma restando neutrale e favorendo l’esposizione delle reciproche versioni e, così facendo, l’accordo spontaneo tra i bambini. Solo due sono le regole: non farsi male e non dire brutte parole.

Un litigio “ben fatto” permetterà quindi di vedere altri punti di vista, di chiarirsi imparando a gestire l’aggressività e la conflittualità ed impedendo che le emozioni prendano il sopravvento e possano diventare distruttive. A questo proposito Novara propone di applicare il metodo maieutico che sembra triplichi la percentuale di accordi spontanei e favorisca il diminuire dei litigi.

La pedagogia maieutica è una strategia che parte dalle capacità che hanno i bambini, sia quelle note che quelle ancora non conosciute e li aiuta ad imparare valorizzando al massimo le loro capacità individuali, non acquisendo contenuti teorici ma utilizzando strumenti più efficaci per lo sviluppo delle risorse personali. Successivamente al corso d’aggiornamento “Litigare bene” di Daniele Novara, seguito dalle docenti della Scuola dell’Infanzia Sacro Cuore, è stato creato nella sezione dei più grandi il “Conflit Corner” (angolo del conflitto). Questo è uno spazio tranquillo dove i bambini possono trovare un accordo e si possono esprimere liberamente, senza l’intervento dell’adulto e facendo da soli.

«Uscendo dal tunnel della ricerca dei colpevoli – dice Novara – si apre uno scenario dove i bambini possono tirare fuori il meglio di sé e diventare alleati nella loro stessa educazione». Con la speranza che crescendo riusciranno a gestire la frustrazione ed accettare i propri limiti impegnandosi in una convivenza positiva, evoluta e comprensiva anche del punto di vista altrui.

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