Il Carnevale di Budrio: mezzo secolo di coriandoli e storia

Nella Sala Rosa di Via Marconi si apre il primo appuntamento con l’arte, con la mostra fotografica a cura di Giorgio Grassi;  Il Carnevale di Budrio: mezzo secolo di coriandoli e storia.

C’è un tempo, nelle fotografie in bianco e nero, in cui Budrio si riconosce nei sorrisi dietro le maschere, nella pazienza dei carri di cartapesta, nell’attesa collettiva del giorno di festa. Ed è proprio a quel tempo che torna questa mostra fotografica, con l’intento di accompagnare il visitatore in un viaggio lungo mezzo secolo, dagli anni Venti agli anni Settanta del Novecento, attraverso le immagini conservate nell’Archivio Montanari-Pazzaglia.

Le fotografie restituiscono un tempo in cui la comunità si riconosceva nei sorrisi dietro le maschere, nella paziente costruzione dei carri allegorici e nell’attesa condivisa del giorno di festa.

L’età d’oro

Un periodo d’oro per il carnevale, che affonda le sue radici nei primi anni del secolo scorso e si afferma fin da subito come appuntamento molto partecipato. I carri allegorici in cartapesta erano il risultato di mesi di lavoro silenzioso e appassionato, reso possibile dall’impegno di numerosi cittadini. Alcuni di essi portavano l’ideazione e la collaborazione di Augusto Majani, detto Nasica, pittore budriese di fama, a testimonianza del valore artistico e culturale raggiunto già nelle prime edizioni. Le immagini degli anni Trenta e Quaranta raccontano una sorprendente continuità di entusiasmo e partecipazione, nonostante le difficoltà storiche del periodo.

Nel secondo dopoguerra il Carnevale conobbe una fase di grande vitalità. L’organizzazione si fece più strutturata e il pubblico aumentò, attirando visitatori anche da Bologna e dai comuni vicini. I veglioni al Teatro Consorziale, quello dei Fiori e quello delle Maschere, erano eventi attesi per tutto l’anno. Per la sfilata dei carri l’intero paese si fermava: strade chiuse, giurie incaricate di premiare i migliori allestimenti, treni speciali in arrivo da Bologna e la musica del momento a fare da colonna sonora.

Anni ’78-80

Con il passare del tempo, le abitudini cambiarono e le generazioni successive non raccolsero pienamente questa tradizione. Negli anni Settanta e Ottanta fu la scuola a ridarle nuova linfa con il Carnevale dei bambini, che, come ancora avviene oggi, animava Piazza Filopanti con costumi realizzati nelle classi elementari.

Dalla fine degli anni Ottanta, il Carnevale di Vedrana raccolse questa eredità per circa un decennio, proponendo una formula originale e di successo: accanto ai carri mascherati seppe attirare nel paese alcuni tra i più importanti vignettisti italiani, dando alla festa un respiro nuovo e riconoscibile. La mostra ricorda come questa lunga storia di comunità, creatività e partecipazione continui a appartenere alla memoria collettiva.

Budrio – Sala Rosa – Palazzo Medosi Fracassati – Via Marconi 3

Fino  al 15 febbraio 2026

Orari di apertura

• 10.00 – 12.00

• 15.00 – 18.30

• 15 febbraio: orario continuato

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